Alcune considerazioni e richieste alla politica nell’inizio del nuovo anno

Il 2017 si è chiuso con l’approvazione di una legge di bilancio che contiene diverse norme di interesse per l’università e la ricerca.

Vogliamo richiamare, a titolo di esempio, il comma 633, nel quale vengono stanziati i fondi per il reclutamento di 1300 RTDb, ricercatori in tenure track e 300 ricercatori negli EPR; oppure il comma 629, in cui viene modificata la progressione delle classi stipendiali e viene fatto un passo indietro rispetto al contestatissimo provvedimento delle cattedre Natta; o ancora il comma 639, dove viene innalzato l’importo delle borse di studio per il dottorato.
È stato inoltre recentemente bandito il PRIN 2017, per un importo di quasi 400 milioni di euro.

Tali provvedimenti rappresentano un timido punto di svolta rispetto alle politiche di questi ultimi anni e non sono sufficienti a rispondere adeguatamente alle urgenze attuali dei nostri atenei. Basti pensare che il numero di 1300 RTDb non riesce nemmeno a coprire il numero dei pensionamenti di RTI, associati ed ordinari del 2017, oltre 1700.

Ci troviamo a meno di due mesi dalle elezioni e l’università e la ricerca sembrano essere al centro dei programmi di molte (ma non tutte) forze politiche. Senza entrare in merito delle proposte dei diversi schieramenti, ARTeD considera positivamente questo “inedito” interesse e si auspica che vada oltre i proclami elettorali.  

Sebbene le camere siano ormai sciolte, c’è la necessità affrontare tre aspetti urgenti che non possono essere rinviati all’esito delle urne e alla formazione di un nuovo governo:

1. L’art. 1, comma 633, della Legge di bilancio 2018 prevede infatti uno stanziamento di risorse che permetterà di creare, su fondi ministeriali aggiuntivi rispetto ai bilanci degli Atenei, 1.300 posti RTD-B nel corso dell’anno 2018.

Chiediamo che il Ministero emani al più presto il decreto con la ripartizione dei posti nei singoli Atenei; chiediamo che tale decreto tenga fede all’impegno di riequilibrare la presenza dei ricercatori nei vari territori.

2. Secondo l’art. 6 del D.P.R. n. 95/2016, per garantire le continuità delle procedure relative all’abilitazione scientifica, “nel terzo semestre di durata della commissione in carica, è avviato (…) il procedimento per la formazione della nuova commissione di durata biennale”. Senza entrare nel merito circa la validità delle procedure della ASN, si sottolinea che, in attesa di un riordino delle figure pre-ruolo, è di fondamentale importanza evitare che il meccanismo dell’ASN sia nuovamente bloccato, impedendo le progressioni di carriera e/o gli ingressi per tutti i ricercatori ed i docenti meritevoli.

Chiediamo che il Ministero si attivi immediatamente per far ripartire le procedure di nomina delle nuove commissioni, garantendo la piena continuità dell’ASN.

3. L’attuale bando PRIN prevede una linea di intervento per i “giovani”, ma solo gli RTDb al loro terzo anno, in possesso dell’abilitazione e che hanno già ricevuto parere positivo dal proprio dipartimento possono aspirare ad essere Principal Investigator. In particolare, la condizione di trovarsi al terzo anno del proprio contratto come RTDb e di aver ottenuto il parere positivo da parte del proprio dipartimento riduce fortemente la platea degli aspiranti RTDb.

Chiediamo che il Ministero si attivi, per modificare il bando, limitando il requisito di accesso per i ricercatori che si trovano al primo e secondo anno di contratto al solo possesso dell’abilitazione scientifica nazionale. Detto in parole povere, è assurdo pensare che un RTDb vincitore di un PRIN possa ricevere un parere negativo alla chiamata come professore associato!

Sarebbe auspicabile agire al più presto possibile su questi tre punti, altrimenti a farne le spese potrebbero essere proprio i precari, la parte più debole del sistema università.

Il Consiglio Direttivo di ARTeD

ARTeD_Gennaio_2018

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