Intervento di ARTeD alla Commissione Cultura della Camera

Intervento del Segretario nazionale di ARTeD, Daniele Pinchera, nell’audizione del 26.06.2019 con la Commissione “Cultura, Scienze ed Istruzione” della Camera dei Deputati, in merito ai progetti di legge C. 783 Torto e 1608 Melicchio: “Norme in materia di reclutamento e stato giuridico dei ricercatori universitari di ruolo a tempo indeterminato e dei ricercatori a tempo determinato e sulla programmazione del fabbisogno organico delle università nonché modifiche alla disciplina relativa all’assunzione del personale”. 20190626_Pinchera_ARTeD_comm_culturaDownload (altro…)

Lettera Aperta al Vice-Ministro Lorenzo Fioramonti

Onorevole Fioramonti,vogliamo cogliere l’occasione delle sue recenti dichiarazioni per farle presente il nostro punto di vista sulla questione del precariato nelle Università Italiane. Come associazione dei ricercatori a tempo determinato, il nostro punto di vista potrebbe essere ritenuto da alcuni “parziale”, ma sicuramente le permetterà di dare uno sguardo dall’interno ad un mondo, quello della ricerca precaria, che in questi ultimi anni ha sofferto particolarmente. Cominciamo da un ringraziamento. Siamo lieti che uno dei primi provvedimenti del suo governo sia stato un piano di reclutamento per più di 1.500 ricercatori a tempo determinato “RTDb” che, come ben sa, hanno la possibilità di essere stabilizzati al termine del loro triennio, diventando professori associati. Tale numero però, come discuteremo in seguito, è inferiore sia alle necessità del sistema universitario, sia ai bisogni delle migliaia di ricercatori che anelano ad una stabilità lavorativa. Il problema fondamentale del reclutamento in Italia, in realtà, può essere compreso proprio partendo dal fatto che negli ultimi anni sono stati necessari tre piani di reclutamento di RTDb. In un’Università ben funzionante il reclutamento dovrebbe essere un processo periodico e naturale, e non dovrebbe richiedere interventi particolari da parte del governo. Per capire l’origine di questo paradosso è necessario (altro…)

IL NUOVO PARADOSSO LEGISLATIVO: LA DISCRIMINAZIONE DELLE RTD TIPO B IN RAGIONE DELLA MATERNITA’

Alle soglie del 2020, la maternità è ancora fonte di inaccettabili discriminazioni nei confronti delle lavoratrici italiane, specialmente delle ricercatrici a tempo determinato di tipo B che sono in attesa da anni di vedere realizzata la prospettiva dell’assunzione a tempo indeterminato nei ranghi di professoresse associate e che si trovano invece bloccate a causa della maternità da una legge che invece di tutelarle le penalizza! Infatti il nuovo comma 635 dell’art. 1 della legge 205/2017 (nuova legge di bilancio) ha introdotto all’art. 24, comma 9 ter, la sospensione e proroga automatica dei contratti TD per i 5 mesi di astensione obbligatoria del congedo di maternità… senza accorgersi di generare nei confronti delle RTD tipo B l’effetto perverso di ritardare il loro passaggio a professori associati e di costringerle per mesi aggiuntivi ad un trattamento economico inferiore rispetto a quello necessario se non si fossero trovate nello stato di gravidanza. QUESTA NORMA DI LEGGE PONE LE RTD di tipo b NELLA ALTERNATIVA DI DOVER RINUNZIARE ALLA MATERNITA’ OPPURE DI DOVERLA VIVERE COME UNA PENALIZZAZIONE PER LA PROPRIA CARRIERA, IMPONENDO UN RITARDO OBBLIGATORIO E AUTOMATICO DI CARRIERA E DI STIPENDIO ANCHE QUANDO SONO ABBONDANTEMENTE PRESENTI I TITOLI PER IL PASSAGGIO A PROFESSORE (altro…)

Intervista di “Open” al Presidente di ARTeD

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DM 204 del 8-3-2019 relativo al Piano Straordinario 2019 Reclutamento Ricercatori a Tempo Determinato lettera b) (RTDb) della legge 240/2010

DM n. 204 dell 8-3-2019Scarica DM n. 204 – Tabella 1Scarica (altro…)

I ricercatori a tempo determinato nella legge di bilancio 2019

ARTeD_Comunicato_Legge_di_bilancio (altro…)

Il “Pacco” sotto l’albero di Natale per i docenti ed i ricercatori precari dell’Università

Siamo rimasti -a dir poco- basiti alla notizia di un nuovo blocco delle assunzioni, previsto nella bozza di legge di stabilità, che coinvolgerebbe direttamente anche il personale delle Università. Il nostro stupore deriva dal fatto che l’università italiana ha già pagato, sul lato del personale, un conto pesantissimo in questi ultimi anni: in 10 anni abbiamo assistito alla scomparsa di oltre 16.000 unità di personale assunto a tempo indeterminato, una perdita di quasi il 25% del personale di ruolo. Un nuovo blocco non è certo quello che ci si attende da un governo “del cambiamento”. Vale la pena ricordare che la perdita di personale di ruolo è stata pagata sia dalla forte riduzione delle progressioni di carriera, sia dalla crescita esponenziale dei ricercatori precari, usa-e-getta, dei quali gli Atenei hanno fatto largo uso per cercare di mantenere elevati livelli di didattica e di ricerca nel nostro paese. A reggere i nostri Atenei c’è un esercito di 40.000 precari, che quotidianamente si impegnano, ma hanno contratti con stipendi bassi e poche (o nulle) tutele lavorative. Proprio loro, più di tutti, continueranno a soffrire l’assenza di assunzioni. Certo, nella legge finanziaria ci sono fondi per 1.000 posti da RTDb, figura di ricercatore (altro…)

RTDb, ASN e petizioni – il parere dei precari

Dopo anni di “magra” per i precari delle università, la legge di bilancio approvata lo scorso dicembre prevede un piano straordinario per 1.300 posizioni da ricercatore di tipo “b” (RTDb): posizioni in tenure track, che permettono l’ingresso in ruolo come professori associati dopo tre anni, nel caso in cui (tra le altre condizioni) si riesca ad ottenere l’abilitazione scientifica come professori associati durante il triennio. C’è da dire che questi 1.300 posti sono pochini, basta pensare che nel solo 2017 sono andati in pensione 1.700 ricercatori e docenti di ruolo, per non parlare del fatto che abbiamo circa 40.000 ricercatori precari nelle nostre università. Ad ogni modo, per i poveri precari questi posti sono più che benvenuti, dato che gli Atenei nel dopo Gelmini hanno speso i pochi punti organico a disposizione quasi unicamente per progressioni di carriera, e non per il reclutamento. Ancora non è stata diramata da parte del Ministero una comunicazione relativa alla distribuzione di tali 1.300 posti, che secondo la legge di bilancio devono essere assegnati “con gli obiettivi, di pari importanza, di riequilibrare la presenza di giovani ricercatori nei vari territori, nonche’ di valorizzare la qualita’ dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari e (altro…)

Alcune considerazioni e richieste alla politica nell’inizio del nuovo anno

Il 2017 si è chiuso con l’approvazione di una legge di bilancio che contiene diverse norme di interesse per l’università e la ricerca. Vogliamo richiamare, a titolo di esempio, il comma 633, nel quale vengono stanziati i fondi per il reclutamento di 1300 RTDb, ricercatori in tenure track e 300 ricercatori negli EPR; oppure il comma 629, in cui viene modificata la progressione delle classi stipendiali e viene fatto un passo indietro rispetto al contestatissimo provvedimento delle cattedre Natta; o ancora il comma 639, dove viene innalzato l’importo delle borse di studio per il dottorato. È stato inoltre recentemente bandito il PRIN 2017, per un importo di quasi 400 milioni di euro. Tali provvedimenti rappresentano un timido punto di svolta rispetto alle politiche di questi ultimi anni e non sono sufficienti a rispondere adeguatamente alle urgenze attuali dei nostri atenei. Basti pensare che il numero di 1300 RTDb non riesce nemmeno a coprire il numero dei pensionamenti di RTI, associati ed ordinari del 2017, oltre 1700. Ci troviamo a meno di due mesi dalle elezioni e l’università e la ricerca sembrano essere al centro dei programmi di molte (ma non tutte) forze politiche. Senza entrare in merito delle proposte dei (altro…)

Pubblichiamo il 2° Rapporto su Precariato, Reclutamento​ ​e Personale nelle​ Università

Noi ricercatori di ARTeD, l’Associazione dei Ricercatori a Tempo Determinato, abbiamo prodotto un primo rapporto sul reclutamento e precariato all’inizio del 2017, contenuto nel documento “Il Precariato nelle Università dopo la legge 240/2010 (“Gelmini”) Analisi e Proposte ARTeD” Questo secondo rapporto si focalizza in particolare sui “numeri” del personale docente e ricercatore dei nostri Atenei, entrando ancora più in dettaglio rispetto al precedente, ed è composto, per​ ​ facilità​ ​ di​ ​ lettura,​ ​ da​ ​ 10​ ​ schede. Le prime otto presentano i dati dal 31.12.2008 fino al 2.11.2017; la scheda 9 è risultato di una “proiezione” per i prossimi cinque anni; infine, la scheda 10 cerca di riassumere le precedenti, evidenziando alcuni aspetti sui quali il mondo politico – e la stessa Accademia – dovrebbero riflettere​ ​ attentamente. Riteniamo che i numeri riportati siano, di per sé, esemplificativi del grave processo di inaridimento che è in corso nelle nostre Università, dovuto a tanti anni di blocco del turn-over e alla “riforma Gelmini” che ha avuto diversi effetti negativi, tra cui il drastico peggioramento del fenomeno​ ​ del​ ​ precariato​ ​ nel​ ​ mondo​ ​ universitario. Nella parte inferiore di ogni scheda abbiamo ritenuto opportuno riportare a beneficio dei (altro…)

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